Palazzo Chigi rinnova l'invito all'opposizione a collaborare per il varo in Parlamento del pacchetto sulla sicurezza. Nel consueto briefing serale, si auspica massima collaborazione per favorire l'approvazione di una serie di misure considerate da molti soggetti interessati, a partire dai sindaci, molto positive. Con critiche assolutamente minoritarie rispetto al panorama dei consensi.
Sono provvedimenti che hanno un appeal alto - si rileva ancora - e anche per questo motivo si auspica la massima attenzione di tutto il Parlamento per misure che vengono incontro alle esigenze reali dei cittadini e riportano alcune leggi, come quella sul falso in bilancio, nell'alveo delle esigenze di una società moderna.
Secondo il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, dopo il varo in consiglio dei ministri del "pacchetto sicurezza" adesso il Parlamento deve approvare in fretta quanto deciso dal governo: "Altrimenti il 29 dicembre si farà un decreto legge".
"Introdurre le norme per decreto legge - ha spiegato al Tg1 - significa esporre per 60 giorni al Parlamento un decreto che se non viene convertito muore per sempre. I termini sarebbero scaduti il 29 dicembre, in piena sessione di bilancio.
Se il Parlamento non approverà il provvedimento vorrà dire che noi il 29 dicembre faremo il decreto legge".
Secondo fonti di Palazzo Chigi le astensioni da parte di tre ministri in Consiglio dei Ministri riguardano solo specifiche parti. In ogni caso, si è lavorato alla messa a punto di un pacchetto opportunamente costruito per facilitare l'esame da parte del Parlamento.
Negativo il commento del leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini: "Dopo tre rinvii e dopo tante polemiche la montagna ha partorito il topolino".
“In più va ricordato il fatto che per garantire sicurezza e legalità servono risorse mentre nella Finanziaria ci sono meno soldi per il ministero dell'Interno e per il ministero della Giustizia".
Favorevole invece la Confesercenti, secondo la quale "finalmente qualcosa si muove", "ma serve fare presto".
"I cinque disegni di legge devono correre come un treno ad alta velocità su un binario parlamentare libero altrimenti tutto diventerebbe l'ennesimo bluff che l'opinione pubblica condannerebbe senza appello".