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IL Segretario Generale Nazionale Daniele Minichini




Musile di Piave(Veneto) il sindaco vuole istituire servizio notturno di polizia privata per proteggere il territorio Comunale



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Troviamo al quanto contraddittorio che il sindaco di Musile del Piave (Venezia) voglia prelevare una parte degli introiti delle sanzioni della Polizia Municipale per poi finanziare un servizio di vigilanza privata per sorvegliare il territorio. Ci auguriamo che i sindacati lì presenti affrontino la questione chiedendo agli operatori di P.M. cosa ne pensino e qualie posizione adottare in merito.

Noi del Lipol riteniamo che sia alquanto assurdo e strano l'impiego di vigilantes che comunque poi dovrebbero "passare la palla" alle forze dell'ordine.Meglio sarebbe impiegare quei fondi per potenziare la Polizia Municipale

Daniele Minichini - Seg. Gen Lipol-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Emanuela Furlan - Il Gazzettino

«Abbiamo paura» e a Musile il sindaco assume vigilantes
Il primo cittadino ha deciso di istituire un servizio notturno di polizia privata per proteggere il suo Comune


Musile di Piave
NOSTRO SERVIZIO

Il servizio di vigilanza privata notturna nel territorio comunale, pagato dal Comune, era stata l'idea nuova, il cavallo di battaglia lanciato dal leghista Gianluca Forcolin, 38 anni, ragioniere tributarista, quando si era candidato a sindaco nella campagna elettorale del maggio scorso. Subito dopo le elezioni amministrative, quando il centrodestra, con la lista civica "Noi di Centro", era riuscito a strappare il governo di Musile di Piave al centrosinistra, che per dieci anni aveva retto le sorti del Comune, il neosindaco Forcolin aveva promesso che la soluzione al problema della sicurezza dei cittadini, con quell'idea di una sorveglianza privata durante la notte, sarebbe stata uno dei primi impegni della sua Giunta. A sei mesi dal suo insediamento nel palazzo municipale, Forcolin sta dando corpo a quel progetto decisamente singolare, già sperimentato in alcuni Comuni del Trevigiano.

Cosa l'ha convinta a ricorrere alla vigilanza privata?

"Durante la campagna elettorale del maggio scorso, dai cittadini, al di là degli aumenti delle tasse o delle necessità legate alla viabilità, abbiamo raccolto numerose preoccupazioni legate alla sicurezza. Questo è il problema più impellente per molti, che non si sentono più sicuri nelle loro case, soprattutto di notte".

Si, ma perché rivolgersi a una società privata per assicurare la vigilanza del territorio? Non bastano le forze dell'ordine?

"Il servizio che intendiamo attuare non è alternativo all'opera delle forze dell'ordine. Prevediamo di realizzare una collaborazione che permetta interventi pronti ed efficaci".

Come pensate di attuarla?

"La proposta è di comunicare a tutte le famiglie un numero di telefono, che gli abitanti possono chiamare se si sentono in pericolo, o se hanno il sospetto che si stia compiendo un reato. Il numero è quello della pattuglia privata che, essendo presente nel territorio, nel giro di 5-10 minuti può arrivare sul posto e, se ritiene che si stia commettendo un reato, contatta carabinieri o polizia. Questo consentirà anche una selezione delle chiamate, e l'intervento dei carabinieri o della polizia solo in caso di reale necessità".

Sarà sufficiente per risolvere il problema della sicurezza?

"No, ma sarà comunque un deterrente per i malviventi: sapere che c'è una pattuglia di vigilantes potrà scongiurare qualche reato e in ogni caso farà sentire più sicuri e protetti i cittadini".Quando pensa di far entrare in funzione questo servizio?

"Nel 2008. Stiamo già valutando, dal punto di vista burocratico come inserirlo nel bilancio comunale".

Quanto costerà ai cittadini?

"Sulla base delle ore di vigilanza notturna richieste, abbiamo calcolato che per il nostro comune dovranno essere impiegati 25mila euro l'anno".

Come trovare, nel bilancio, i fondi necessari?

"Stiamo predisponendo il bilancio di previsione per il prossimo anno e abbiamo verificato che, se la polizia municipale fosse più presente nel territorio durante i mesi estivi, e in particolare nei fine settimana, gli incassi delle sanzioni aumenterebbero e ci consentirebbero di avere i fondi necessari per finanziare il servizio di sorveglianza privata".

Nessun taglio ai servizi comunali, ma un aumento delle multe?

"Stiamo verificando con la polizia locale, ma l'ipotesi di impiegare una parte delle sanzioni per questo obiettivo potrebbe essere percorribile".

Lei ha illustrato l'idea ai sindaci dei Comuni vicini. La risposta?

"Positiva da parte di San Donà e Jesolo, che da tempo erano impegnate sul fronte della sicurezza. Ma anche altri Comuni vicini, quali Noventa e Fossalta di Piave, si sono mostrati interessati al progetto di vigilanza privata, pagata dal Comune".

Se l'intera area del Sandonatese aderisse alla sua idea, quali sarebbero i vantaggi?

"Avere una pattuglia privata per l'intero territorio permetterebbe un controllo capillare e immediato, ma anche i Comuni avrebbero dei vantaggi: ridurrebbe i costi della sorveglianza".

Emanuela Furlan









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